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Aspes
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La mwbqAspes è stata una mwbgcasa motociclistica mwbwitaliana attiva dal mwca1961 al mwcq1982. È oggi un marchio inutilizzato, posseduto da un'azienda terza.

Contents

Storia
Note

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Storia

Fondata a mwdqGallarate sul finire degli mwdganni cinquanta da Teodosio Sorrentino, la denominazione Aspes deriva dall'abbreviazione del cognome (mwdwAspesi) della moglie. L'azienda nacque per la produzione di mweabiciclette, ma dal 1961 iniziò la costruzione di mweqciclomotori utilitari di stampo classico come il mwegFalco. Rapidamente la gamma venne ampliata per l'utenza giovanile con i modelli mwewSport (mwfa1964) e mwfqSprint (mwfg1966) spinti da un mwfwdue tempi mwgaMinarelli P4. Nel 1967, sulla base del modello turistico mwgqS fu approntata una versione denominata mwggCross T (Cross Teodosio) che rappresentò il primo tentativo della Aspes di inserirsi nel segmento delle moto da fuoristrada, in quegli anni particolarmente ambite dai giovani.

Il mwhaCross T ebbe un tiepido successo, sufficiente a spingere l'azienda ad insistere nel progetto e realizzare il modello mwhqCross, sfociando nella produzione prima, del mwhgCross Special '68 e successivamente del mwhwCross Special '69, che si distinguevano da altri prodotti coevi, per la modernità delle soluzioni adottare e la qualità della componentistica impiegata nella costruzione. Appena successivo al CS '69, fu messo in listino il modello mwiaJunior Cross '70, che adottava lo stesso telaio del CS '68 e CS'69, ma con componentistica economica ed alcune differenze nell'estetica.

Il mwig1970 vide la presentazione dell'mwiwApache 125, con cui la Aspes inaugurò la tradizione di battezzare i propri modelli con nomi delle tribù degli mwjaindiani d’America. La moto si distingueva per l'adozione delle mwjqforcella mwjgCeriani da competizione, per il mwjwforcellone montato su boccole elastiche, per il robusto mwkatelaio in mwkqacciaio trafilato e motore mwkgMaico a mwkwdisco rotante da 18 mwlaCV che ne facevano un veicolo molto competitivo ed usato dai corridori privati. La novità più importante, però, fu l'ingresso in azienda di Piermario Sorrentino, primogenito di Teodosio e grande appassionato delle corse di velocità. Dietro sua insistenza, la Aspes avviò la modernizzazione dei ciclomotori stradali, mettendo in produzione il modello mwlqSuper Sport ed avviando un progetto, piuttosto ambizioso, per la realizzazione di moto da competizione, in grado di ben figurare nel Campionato italiano Juniores di velocità.

Sull'onda dei primi successi sportivi, ottenuti con il modello mwmaCross Special 71 da Felice Agostini (fratello minore del pluricampione iridato mwmgGiacomo), la Aspes presentò al mwmwSalone di Milano mwna1971 il Navaho, ciclomotore da cross che ebbe una largo successo tra i giovanissimi, grazie alle sue sovrastrutture spigolose e essenziali (realizzate in mwngfibra di vetro) verniciate in brillanti colori metallizzati. Nella stessa esposizione, faceva bella mostra di sé il prototipo da pista mwnw125 Juniores Velocità che montava il primo motore Aspes, progettato e realizzato dal noto tecnico Gianfranco Maestroni, strappato alla Yamaha Italia.

Alcuni prototipi del nuovo motore vennero montati anche su telai mwoqApache e, dopo lunghe fasi di studio e collaudo, la Aspes decise di produrre le motorizzazioni 125mwog cm³ in proprio, fondando l'associata ASCO (acronimo di Aspesi Consiglio) che incorporava l'officina meccanica dell'ing. Vito Consiglio di mwpaTravacò Siccomario, artefice del processo di sviluppo e industrializzazione.

Il mwpg1972 vide l'ingresso sul mercato della Hopi 125, erede dell'Apache. Contrariamente alla maggioranza dei costruttori del settore, la Aspes decise di non impiegare il motore Sachs, ma di costruire in proprio il motore. La Hopi avrà un certo successo nel Cross, mentre nella Regolarità sconterà un motore poco trattabile.

Nel mwqq1973 la Casa di Gallarate presentò, al Salone di Milano, la mwqgmwqwJuma, una 125 stradale con il motore derivato da quello dell'Hopi. La moto entrerà in produzione dal mwra1974, ottenendo un buon successo in mwrqFrancia, dove sotto le insegne dell'importatore mwrgBPS si dimostrerà imbattibile nelle competizioni per moto di serie. La mwrwJuma si dimostrerà la 125 più veloce in commercio (135mwsa km/h di velocità massima).

Sono successivamente restilizzati i modelli già a catalogo, con ulteriori sviluppi (dal mwsg1977 la Hopi guadagna un cambio a 6 marce), mentre nel ‘77 partì il “Criterium Monomarca Aspes Yuma”, primo esempio di trofeo monomarca in Italia, disputatosi sino al mwsw1979, che darà la possibilità a molti giovani piloti (mwtaLoris Reggiani, mwtqFausto Gresini, mwtgMaurizio Vitali, mwtwDavide Tardozzi e altri) di emergere.

La fine degli mwuqanni settanta segna però un declino della Aspes: il Navaho ha da tempo perso la sua originalità stilistica, l'Hopi ha scarso successo (dovuto a un motore più da Cross che da Regolarità), mentre la Yuma è sì la più veloce della sua categoria, ma è anche la più cara. Nel 1977 la casa di Gallarate, alla ricerca di un successo commerciale per risollevarsi dalla crisi, mise in vendita un ciclomotore monomarcia automatico di stampo tradizionale (il mwugSioux) e presentò lo stesso anno un prototipo da 250 cc, quest'ultimo mai commercializzato.cite-ref-1[1] Sia il Sioux che un successivo nuovo modello da 125, la mwvwYuma TSB, meno "spinta" della prima originaria versione, trovarono però scarso riscontro.

L'avventura della Aspes termina nel 1982, quando la mwwqUnimoto (nata a mwwgCesena nel mwww1980 dalle ceneri della mwxaMilani) assorbì la Casa di Gallarate, utilizzando il Marchio Aspes sino al mwxq1984 prima di cessare anch'essa l'attività nel mwxg1986.

Il marchio Aspes

La ditta Aspes dichiarò fallimento nell'anno 1982. Il marchio venne acquisito dalla Unimoto e successivamente dalla famiglia Augelli (Delta s.a.s. di Pilla R & C) che unitamente al Cav. Antonio Leggerini costituirono la società Aspes SRL ,. In data 9 Dicembre 2008 venne ceduto il marchio alla Menzaghi Motors di Varese e nel 2009 vennero prodotti veicoli motociclistici marchiati Aspes, poi distribuiti sul mercato.Non si tratta, però, di una ripresa produttiva della storica azienda italiana, bensì - come è accaduto per molte altre aziende (Cimatti, Lambretta, Garelli, etc.) - di un acquisto del marchio, utilizzato per brandizzare e commercializzare prodotti costruiti altrovecite-ref-2[2]. Modello di punta della nuova gamma era il mwzqciclomotore "Sirio Hybrid 50", uno mwzgscooter con propulsione combinata di mwzwmotore a quattro tempi e motore elettrico, dotato di mwaabatterie LiFePO4 ricaricabili durante la marcia. Il progetto è stato sviluppato negli mwaqStati Uniti su propulsore di derivazione mwagHonda e il veicolo viene prodotto in mwawCina dalla Mainbon di mwbaShanghai, come modello "Hybrid-50QT-6B".cite-ref-3[3].

Non risultano, dopo il 2011, prodotti a marchio Aspescite-ref-4[4], e lo stesso sito internet risulta disattivatocite-ref-5[5].

Cronologia dei principali modelli

• Falco 50
• S 50
• Sport 50
• Sprint 50
• Cross T 50
• Cross 50
• Minimatic 50
• Bouby King 50
• Cross Special 50
• Apache 125
• Navaho 50
• Super Sport 50
• Cheyenne 50
• Fox 50
• Hopi 125
125 Juma (anche "Yuma 125")
• Trial 125
• Sioux 50
• HF 125
• Squalo 125

Note

cite-note-11. mwggGiacomo Ogliari, mwgwMILANO su due ruote, Pavia, Edizioni Selecta, 2010.
cite-note-22. mwhwmwiamwiqDopo 27 anni ritorna Aspes, in mwigMotoblog.it. mwiwURL consultato il 19 aprile 2018.
cite-note-33. mwjwmwkamwkqArticolo Sole 24 ore, su mwkgmotori24.ilsole24ore.com. mwkwURL consultato il 7 febbraio 2010 mwla(archiviato dall'mwlqurl originale l'11 dicembre 2009).
cite-note-44. mwmqmwmgmwmwInSella.it, su mwnaInSella.it. mwnqURL consultato il 19 aprile 2018.
cite-note-55. mwoqmwogmwowSito di Aspes Italia (al momento inattivo), su mwpaww17.aspesitalia.com. mwpqURL consultato il 19 aprile 2018 mwpg(archiviato dall'mwpwurl originale il 20 aprile 2018).

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Aspes

Collegamenti esterni

• mwraRegistro Storico Aspes, su registrostoricoaspes.it. URL consultato il 30 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2009).
• mwrgSito ufficiale Aspes, su aspesitalia.com.